Che errore non aver fatto parlare le donne ucraine in piazza!

Non aver permesso alle donne ucraine presenti in piazza “di cantare l’inno del loro Paese e di prendere la parola per replicare alla rappresentante della Rete degli studenti medi che aveva accusato Kiev di deriva nazionalista” come si legge su alcuni mezzi di informazione, riteniamo che sia stato un atto gravissimo. Così come non possiamo condividere una iniziativa che anziché lanciare un messaggio di netta condanna per l’aggressione militare della Russia all’Ucraina abbia permesso interventi che hanno divagato sulla storia del Paese dell’Est e sulla Nato. L’Anpi, il Comitato 25 aprile e Libera fra i promotori principali della manifestazione che si è svolta in piazza del Comune a Prato sabato scorso, 26 febbraio, hanno commesso un grosso errore di valutazione. Siamo convinti che anche diversi dei partiti e delle associazioni che hanno aderito alla manifestazione “Prato si mobilita per la pace” non lo avrebbero fatto se avessero saputo come gli organizzatori avevano deciso in via autonoma di far svolgere l’evento e, soprattutto, di determinare chi avrebbe potuto e chi non avrebbe potuto parlare. Lasciando fuori dalla discussione proprio quelle donne ucraine che più di tutti gli altri stanno vivendo sulla propria pelle la tragedia dell’aggressione russa al loro Paese e alle loro famiglie. Donne arrivate a Prato per dare un futuro migliore ai loro famigliari e che adesso vivono nell’angoscia. Donne che avrebbero voluto sentire una netta condanna di Putin e che invece sono state costrette ad abbandonare la piazza . E a questo proposito anche i Radicali che avevano a suo tempo sottoscritto il manifesto “Prato si mobilita per la pace” si dissociano da come è stata condotta la manifestazione e ritengono, per voce del segretario provinciale Matteo Giusti, che oggi l’unica manifestazione possibile sia solo di netta condanna di Putin e della sua aggressione militare ingiustificabile in Ucraina.


Prato Riparte afferma con forza una netta condanna per l’aggressione militare di Putin allo Stato sovrano dell’Ucraina e invita il Governo a intraprendere tutte le iniziative di ritorsione contro la Russia e di aiuto per l’Ucraina, facendo ogni sforzo possibile per riportare la pace in quel Paese.


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